Lo standard di prodotto EN16034: “Pedestrian doorsets, industrial, commercial, garage doors and openable windows – Product standard, performance characteristics – Fire resisting and/or smoke control characteristics” si applica in esclusivamente insieme alla norma EN 13241-1:2003+A2:2016 o insieme alla norma EN 14351-1:2006+A2:2016.

Questa normativa sta rivoluzionando il mercato delle chiusure resistenti al fuoco consentendo ai produttori un più ampio mercato (quello comunitario), una maggiore possibilità di estensione dei risultati (mediante l’impianto della famiglia di norme EXAP 15269), con un aumentato controllo in fase di testing e, in seguito, durante produzione.

OBBLIGO COGENTE

Terminata la coesistenza il primo novembre 2019, è pertanto obbligatorio marcare CE:

– porte esterne resistenti al fuoco o al fumo;
– portoni resistenti al fuoco o al fumo.

Rimangono al momento escluse dalla possibilità di marcare CE, le porte interne, le quali sono riconducibili allo standard EN14351-2, che non è ancora armonizzato. Allo stato il passaggio in gazzetta di tale standard è previsto a tempi lunghi, nell’ultima SReq (Standardization Request) si parla di 2025, sempre che questa revisione dei mandati arrivi a compimento.

VIGILANZA ATTIVA

Il Nucleo Speciale Beni e Servizi Guardia di Finanza Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti (SIAC), della Guardia di Finanza vigila sul mercato che si riferisce al Regolamento UE 305/2011. Sono state rese note sentenze di tribunali su procedimenti relativi a impropria od omessa marcatura CE, con gravi conseguenze civili e penali.

Abbiamo collaborato con questo servizio producendo una checklist di controllo che rendiamo disponibile a fondo pagina.

ITALIA, PER UNA VOLTA PAESE A SE’ STANTE

In Italia, i prodotti possono essere commercializzati come segue:

– porte interne resistenti al fuoco: con omologazione ministeriale;
– porte interne resistenti al fumo: con rapporto di classificazione Sa o Sm;
– porte interne resistenti al fuoco e al fumo: con omologazione ministeriale e con rapporto di classificazione Sa o Sm;
– porte esterne o portoni resistenti al fuoco: con marcatura CE (obbligatoria dal 01.11.2019);
– porte esterne o portoni resistenti al fumo: con rapporto di classificazione Sa o Sm o marcatura CE (obbligatoria dal 01.11.2019);
– porte esterne o portoni resistenti al fuoco e al fumo: con marcatura CE (obbligatoria dal 01.11.2019).

Con la circolare del 6 novembre 2019, il Ministero dell’Interno ha chiarito che una porta per uso esterno “è un serramento che separa due locali con condizioni climatiche diverse (ad esempio un vano climatizzato da un vano non climatizzato, o un vano dall’ambiente esterno alla costruzione).” E che a tal fine, possono essere commercializzati prodotti “a doppio uso (sia per interno che per esterno)”, cioè dotate sia della marcatura CE che dell’omologazione.

Questa circolare ha valenza esclusivamente per il mercato italiano.

IL FUTURO DELLA EN16034: SPARIRE E RINASCERE

Nei prossimi anni, all’interno dei gruppi di lavoro UNI e CEN, tale impianto vedrà il c.d. “merging” della EN16034 all’interno degli standard EN14351-1, EN14351-2 ed EN13241-1. Ciò significa che la EN16034 non esisterà più e si troveranno tutte le disposizioni anche per prodotti resistenti al fuoco ed a tenuta di fumo all’interno delle singole norme di prodotto EN14351-1, EN14351-2 ed EN13241-1.

LA DESTINAZIONE D’USO DEI PRODOTTI

Importante è stabilire la destinazione d’uso dei prodotti. Questo perchè in funzione della stessa, possono essere obbligatorie determinate caratteristiche previste nello standard. Nel caso della EN16034, unico standard passato in OJEU (Gazzetta ufficiale europea) per lavorare in congiunzione con altri standard (come detto sopra, EN14351-1 ed EN13241-1),  va verificato cosa prevedano insieme.

AVCP IN SISTEMA 1

I produttori di portoni e porte per esterni non tagliafuoco o tagliafumo sono abituati alla marcatura CE, ma con sistema AVCP (sistema di valutazione e verifica della costanza della prestazione dei prodotti da costruzione in relazione alle loro caratteristiche essenziali) 3. Ciò significa che generalmente nessuno viene a controllare annualmente la conformità della produzione. Per le microimprese, addirittura in sistema 4. L’AVCP per le porte tagliafuoco, a tenuta di fumo e uscite di sicurezza al momento è 1, con visite annuali da parte dell’ente notificato.

CARATTERISTICHE RICHIESTE DAI SINGOLI PAESI, DIVERSE FRA LORO

In più, ogni paese può stabilire delle caratteristiche obbligatorie, ed altre no. Per appurare ciò, ogni paese ha un Contact Point Nazionale al quale si può richiedere quali siano le caratteristiche obbligatorie per un determinato prodotto.

INITIAL TYPE TESTING PER PORTE TAGLIAFUOCO O A TENUTA DI FUMO IN ITALIA, QUALI SONO LE PROVE?

Nel caso a noi più afferente,  quello delle porte interne resistenti al fuoco o a tenuta di fumo per esterni, oltre alle prove effettuate in ITT secondo EN1634-1 e/o EN1634-3, sono richieste obbligatoriamente:

  • capacità di sblocco, se dotate di maniglione antipanico;
  • tenuta aria/acqua vento;
  • trasmittanza termica.

Queste prove sono elencate nella sezione TESTING del nostro sito.

In relazione alle altre caratteristiche, che possono essere opzionali, sono differenti norma per norma.

EN14351-1

Resistenza al carico da vento, Resistenza alla neve ed al carico permanente, Reazione al fuoco, Performance da fuoco esterno, Tenuta all’acqua, Sostanze pericolose, Resistenza all’impatto, Portata dei dispositivi di sicurezza, Capacità d’apertura, Fonoisolamento, Trasmittanza termica, Proprieta di radiazione, Permeabilità all’aria, Durabilità, Forze operative, Tenuta meccanica, Ventilazione, Tenuta ai proiettili, Tenuta all’esplosione, Durabilità, Comportamento tra climi differenti, Antieffrazione, Requisiti speciali.

EN 13241

Rilascio di sostanze pericolose, Resistenza al carico del vento, Resistenza termica, Permeabilità all’aria, Apertura sicura, Definizione della geometria dei componenti in vetro, Resistenza meccanica e stabilità, Forza di manovra passa/non passa, Durabilità della resistenza all’acqua, della resistenza termica e della permeabilità all’aria.

LA PROCEDURA

Per riepilogare, per marcare CE il produttore deve:

– effettuare i test iniziali di tipo ITT includendo, per quelli previsti, il “sampling” (campionamento: un incaricato dell’ente notificato preleva il materiale che verrà soggetto alle prove);

– ottenere eventuali rapporti di classificazione estesa tramite EXAP per le varianti necessarie;
– attivare l’ente notificato per la certificazione (marcatura CE);
– applicare un controllo di produzione in fabbrica, “FPC-Factory Production Control”;
– sostenere le visite annuali dell’ente notificato per la validazione del Certificato di Costanza;
– emettere la documentazione richiesta (DoP – Declaration of Performance+istruzioni, Certificato di Costanza), applicare il marchio CE sui prodotti.

Per determinate caratteristiche, (es. la trasmittanza termica), sarà cura del produttore dimostrare, anche a mezzo di software, che la configurazione del prodotto fornito in quella specifica fornitura fornisce determinate prestazioni.

Per questo tema è necessario effettuare calcoli legati alle differenze rispetto alle prove effettuate.

L’APPORTO DI CHEMOLLI FIRE

Con gli specialisti Chemolli Fire ti offriamo una consulenza completa durante tutte le fasi di certificazione, assistendoti:

  • nella pianificazione e preventivazione delle attività, per determinare un piano di investimento;
  • in tutti i rapporti con l’ente notificato;
  • durante il sampling (prelievo dei prodotti da testare);
  • per implementare il tuo FPC – Factory Production Control;
  • per predisporre la documentazione necessaria incluse la DoP-Declaration of Performance o dichiarazione di prestazione, le istruzioni, il marchio CE;
  • con la nostra presenza durante le ispezioni.
  • successivamente, quale supporto per tutte le tematiche inerenti la gestione.

APPROFONDIMENTI